Mostra sui Severi

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tigranes
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Mostra sui Severi

Messaggio da tigranes » 13/09/2018, 9:55

Dal 1°ottobre 2018 si inaugura a Roma (Colosseo e altre aree archeologiche) la mostra "Roma e la dinastia dei Severi".
Il catalogo Electa è già disponibile :
https://www.libroco.it/dl/aa.vv/Electa- ... 83406.html

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Caecilius Optatus
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Re: Mostra sui Severi

Messaggio da Caecilius Optatus » 13/09/2018, 13:22

Splendida notizia Tig, grazie !
Poi ci farai un resoconto, se avrai voglia di visitarla e, ovviamente, di farlo.
Come sai, perchè ne abbiamo parlato, ultimamente sono un poco scettico sulla qualità di queste mostre (per fare qualche esempio, l'ultima su Traiano ai Mercati; quella su Costantino; le serie dei Capitolini sull'età della conquista, dell'angoscia, ecc.).
Intendiamoci, per evitare fraintendimenti : le opere esposte spesso sono pregevoli (anche se talvolta si ha l'impressione di uno svuotamento di qualche deposito....); i cataloghi sono fatti molto bene, anzi sono molto più articolati dell'esposizione museale.
Il punto è a mio avviso proprio questo : trovo carente il filo logico dell'esposizione, spesso pare improvvisato o costruito ad hoc, senza alcuna seria verifica tra le fonti, i pezzi, i ritrovamenti e l'analisi storica.
La mostra su Traiano è illuminante : il catalogo è articolato ed approfondito, la mostra raggruppa pezzi provenienti dal Museo della Civiltà romana, meravigliosa opera oggi in abbandono totale, quasi gettati a caso, al fine di completare le sale (che senso ha inserire tra le iscrizioni di militari cher avrebbero permesso la conquista della Dacia, quella di un Aelius che risale, come evidente dal gentilizio, all'età adrianea ?).
E' come se si dovesse fare un lavoro perché grazie a Dio ci sono i fondi, ma nessuno si cura dell'utilità del lavoro o della sua realizzazione.
Sai bene che per me una mostra sulla romanità, qualsiasi essa sia (dalla proto Repubblica al tardo impero) è stra-benvenuta, anzi vorrei che ce ne fosse una al mese, figurati.
Solo che quando vado a visitarla resto profondamente deluso, talvolta (ricordi Spartaco ???) quasi preso in giro.
Non vorrei, diciamola tutta, che la realizzazione del catalogo servisse a fare acquistare punti di avanzamento della carriera ai professionisti interpellati, per completare il circuito chiuso delle loro pubblicazioni, lasciando noi utenti (per natura ignoranti) con i nostri dubbi e le nostre lacune.
Detto questo, buona visione !!! :mrgreen:

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tigranes
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Re: Mostra sui Severi

Messaggio da tigranes » 09/11/2018, 6:46


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Re: Mostra sui Severi

Messaggio da tigranes » 14/11/2018, 20:50

Il video di presentazione della Mostra :
http://www.electa.it/video/roma-univers ... allafrica/

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Re: Mostra sui Severi

Messaggio da Publius Metilius » 15/11/2018, 10:56

Grazie, Tig, della comunicazione. In effetti è da un po' di tempo che anche a me sta facendo un po' cilecca l'appeal delle mostre, o di un certo tipo di mostre, perlomeno: spesso ne esco con una sensazione di "embé?", e non so capire il perché. Altro discorso, come ha sottolineato Caec, la trasposizione sulla carta della mostra e dell'idea che vi sta dietro: più approfondita, più articolata, legata da un filo conduttore visibile e sostanziale, insomma più didattica. Bah, sarà l'immenso amore per la parola scritta e per i libri cartacei che si accentua sempre di più in un'epoca ormai improntata all'immagine, all'icona, quasi all'effimero...

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Re: Mostra sui Severi

Messaggio da tigranes » 16/11/2018, 18:50

Caro Met, hai proprio ragione !
E' scandaloso che le Sovrintendenze della Capitale non riescano più (...da tempo !) ad organizzare una Mostra Archeologica di qualità.
La "Mostra sui Severi", per la verità, non è fatta male, ma resta un'esposizione "scolastica", semplificata e non specialistica.
L'impressione prevalente che restituisce è che sia un semplice orpello da offrire ai "battaglioni" di turisti che attraversano velocemente (e distrattamente) il corridoio anulare del Colosseo solo per raggiungere la terrazza affacciata sul Palatino ! :roll:
Diverso è il discorso sul catalogo Electa, ricco di approfondimenti interessanti e interventi di studiosi di valore.

https://roma.repubblica.it/cronaca/2018 ... 55578/1/#1

CONTRO
- Busti in marmo e statuaria proveniente esclusivamente dalle collezioni permanenti dei Musei di Roma.
- Esigua (...e non significativa) presenza di pezzi provenienti da Musei stranieri (brocchette in vetro e ceramica dalla Slovenia e dalla Germania; due anse di piatto in argento dal MET).
- Massiccio uso di modellini in gesso dal Museo della Civiltà Romana (...ormai chiuso al pubblico da tempo!).
- Totale assenza di pezzi provenienti da Albano (...solo 20 km da Roma !) e dal suo Museo, ricco di reperti Severiani sui "Castra Albana".

PRO
- Ricostruzioni 3D dei principali monumenti dell'età dei Severi a Roma.
- Frammenti originali (e ricostruzione) dell'Arco di Severo a Napoli, ritrovati in seguito ai lavori della metropolitana.
- Restauro delle "Terme di Elagabalo".
- Riapertura del "vicus ad Carinas", che metteva in comunicazione il Foro con l'Esquilino. Lungo il percorso è possibile osservare un lungo tratto originale del "Templum Pacis" e, attraversato l'arco "dei Ladroni", seguire gli accurati lavori di restauro della cella del Tempio.
- Esposizione dei busti dei Severi ritrovati in frammenti nel corso del restauro delle "Terme di Elagabalo".

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Re: Mostra sui Severi

Messaggio da Caecilius Optatus » 17/11/2018, 13:07

Caro Tig,
hai proprio ragione : la mancanza di lungimiranza dei Soprintendenti capitolini e la loro ottusa difesa provinciale del copyright, senza alcuno spessore internazionale, è problematica ed emblematica della gestione del patrimonio culturale.
Il caso della mancata collaborazione con Albano ha dell'incredibile : a 15 km di distanza ci sono i resti ben conservati dell'unico accampamento legionario in Italia, per una Legione creata apposta da Settimio Severo, e la mostra non si preoccupa di predisporre un collegamento, uno scambio di opere, un link per accedere ad una creazione specifica dei Severi..... assurdo !
Mi consolo rifacendomi agli aspetti positivi, che hai citato : il catalogo di valore (che sta diventando un classico modus operandi a fronte di una mostra modesta), le aperture di percorsi visitabili ai Fori, fonte pressoché inesauribile di scoperte, l'esistenza di fondi per nuove mostre e musealizzazioni, il fatto che la mostra in sé non sia fatta male.
Una domanda : ti risulta che sia fatto un cenno all'ecumenismo della dinastia severiana, inteso come apertura ad un'estensione della partecipazione (non tanto delle popolazioni, quanto soprattutto dei ceti equestri o emergenti) alla politica imperiale ed all'amministrazione dello Stato ?
Te lo chiedo perché mi immagino un facile (e sbagliatissimo) parallelismo tra l'apertura del rilascio della cittadinanza romana, aspetto politico fortemente perseguito dalla dinastia e le politiche odierne sull'immigrazione.
Che ne dici, lo hai rilevato ?
Un caro saluto.

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Re: Mostra sui Severi

Messaggio da tigranes » 19/11/2018, 18:44

No, Caec. Nessun ottuso tentativo di attualizzazione, sia sui pannelli della mostra che sul catalogo.
Almeno questa volta deve aver prevalso il buon senso e il buon gusto, giusto per evitare di ripetere gli esiti comici dell'ultima mostra su Traiano, definito "...il costruttore dell'Europa" ! :o :o :o

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Re: Mostra sui Severi

Messaggio da Caecilius Optatus » 19/12/2018, 19:31

Approfittando di un viaggio in giornata nell'Urbe, ieri ho fatto un salto alla mostra, meglio ad alcuni luoghi archeologici siti sul Palatino e Foro Romano, aperti o riallestiti per effetto della mostra medesima.
Sul Palatino, nei pressi della Vigna Barberini, è stato ripulito il santuario severiano meglio noto come Tempio di Eliogabalo, mentre accanto sono state aperte e rese visitabili le c.d. terme di Eliogabalo, all'interno delle quali sono stati ritrovati busti ed opere di marmo, allestiti nel Tempio di Romolo.
A fianco di quest'ultimo è stato reso fruibile ai turisti il Vicus ad Carinas, un antico passaggio di età repubblicana che proseguiva fino all'Esquilino e si concludeva appunto con l'accesso al Foro. E' un tratto meraviglioso e silenzioso che costeggia il Foro della Pace (un muro laterale di quest'ultimo) e che gli architetti flavi, all'atto della costruzione del Foro, hanno inglobato mantenendo il passaggio.
Il Vicus è rimasto utilizzato anche dopo la costruzione della Basilica di Massenzio mediante una copertura che è percorribile.
Uscendo dal passaggio coperto ed andando verso Via dei Fori Imperiali ci si trova immersi nell'area del Foro della Pace oggetto di scavo e sistemazione, con alla sinistra la facciata dove era inserita la Forma Urbis ed alla destra l'area dell'ambulacro della Dea.
Di questo si conserva il meraviglioso pavimento in marmo colorato, che è oggetti di pulitura; presto si auspica che si potrà accedere anche ad esso.
Pannelli bilingui spiegano molto bene la disposizione del Foro della Pace, difficile da immaginare dopo il taglio longitudinale sorto con la creazione di Via dei Fori Imperiali.
Peraltro, accedendo alla coeva Basilica dei SS. Cosma e Damiano, di cui il Tempio di Romolo (in realtà l'accesso dal Foro al Tempio della Pace) costituiva il vestibolo, si accede alla Cripta che era la Biblioteca Pacis poi trasformata nel VI sec. d.C. nella predetta Basilica (è ancora visibile parte dell'originario pavimento e di quello cosmatesco successivo).
Detto con franchezza, anche da chi è un poco abituato ad esplorazioni archeologiche, il tutto è una meraviglia ed una grande emozione.
Ho fatto delle foto che proverò a postare domani in allegato, chiedendo sin d'ora venia per il risultato.

Debbo dire che il catalogo pare ben fatto : ho letto il segmento relativo all'ascesa della gens severiana (Da Settimio Severo fino a Severo Alessandro) e l'ho trovato lucido, con importanti notazioni e riflessioni (ad es. sull'opposizione dei militari ad Alessandro Severo; sulla polemica religiosa contro Eliogabalo; sulla prosecuzione da parte di Caracalla delle politiche giuridiche e sociali del padre; infine sulla lungimirante monopolizzazione della dinastia antonina, mediante un'innovativa autoadozione, da parte di Settimio Severo).
Il prezzo, euro 50,00, a dire il vero avrebbe potuto essere reso più accessibile, anche se il catalogo è andato a ruba; esiste in alternativa un volumetto riassuntivo, di euro 12,00.

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